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Un viaggio vertiginoso attraverso gli ultimi cinquant’anni di storia cilena, dalla Presidenza Allende ai giorni nostri. Mentre il Paese continua a fare i conti con il passato, anche Nicolás si scopre irrisolto e diviso. Figlio degli anni della dittatura, sente di appartenere a una generazione ormai scivolata nel cinismo, ed è tentato come gli altri a rinunciare alla lotta. Si dibatte tra il desiderio tormentoso di riconquistare la bellissima Laura, la madre di suo figlio Josè, e l’attrazione irresistibile per un onesto esilio che lo porterebbe via da loro. Inetto al carrierismo – lavorativo e politico – che corrode tutti, solo la scrittura diventa per lui un riparo, finalmente vivibile, tra un passato da riscrivere e un futuro da progettare lontano dalle tensioni del Paese. Dai sogni lucidi scritti sul suo quaderno viene fuori un impetuoso racconto d’amore e di rabbia, in cui la sua biografia e la storia del Cile si mescolano sottotraccia volteggiando sopra le strade di Santiago verso inaspettate geografie. In un’opera di denuncia delle contraddizioni della globalizzazione e del capitalismo, Bernales racconta, con implacabile lucidità e amore per la vita, la storia del Cile attraverso l’anima di un protagonista che ne riassume in sé le passioni e il tormento.
Bernales, Nicolás
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